Un requiem per le PR

La tecnologia ha ucciso le PR, o perlomeno le PR come le conoscevamo. Se con internet e l’evoluzione della tecnologia gli altri ruoli aziendali hanno mantenuto bene o male i loro approcci tradizionali, nel mondo delle relazioni pubbliche tutto è radicalmente cambiato. I bei vecchi tempi dei ragionati piani di comunicazione con chiara identificazione dei pubblici, di come raggiungerli dicendo cosa e con quali obiettivi ( facendola breve) tramontati a favore, o sfavore, di una convulsa attività di comunicazione che necessita di poca pianificazione ed estrema tempestività. Stabilire contenuti editoriali, ad esempio, per un sito internet aziendale in ottica SEO, quindi per fare in modo che l’azienda sia trovata facilmente in internet dagli utenti e potenziali clienti, ecco che diventa  paradossalmente un’àncora, rende pigri, fa aspettare la successiva fase, crogiolandosi nella propria diligenza senza che ciò equivalga ad alcuna efficacia. Del resto, come pianificare contenuti se l’unica cosa certa sono le date delle manifestazioni fieristiche? Tutti gli altri argomenti ecco che richiedono una quotidiana ricerca della news del momento, tempestività nel prendere posizione, nel formulare opinioni e nell’interagire con i pubblici che sono lì al momento presenti, dal vivo. Ad ogni comunicazione, in più lingue, deve essere sempre accompagnata una immagine, meglio ancora un video. Oggi si valuta il lavoro di comunicazione in relazione al “word of mouth” creato, cioè il passaparola e al numero di telefonate a seguito del lavoro di promozione dei brand sul web. Molto di questo si riflette piuttosto rapidamente sul fatturato. In definitiva quindi, ai PR oggi si richiede intanto di saper operare in almeno due o meglio tre lingue, per essere rapidi, di avere buone abilità nell’utilizzare molti software di comunicazione, i social assieme a programmi di grafica e di video. Sempre più importanti sono le immagini, sulle parole e l’interattività. Tanto che ci si può trovare anche a dover consigliare ad un serissimo board aziendale, un giochino interattivo online per comunicare un nuovo prodotto. Cose da ragazzini più che da PR. O forse no.

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Pattinare sul ghiaccio a Londra

Canary Wharf Ice rink 2

Se ne contano una decina, tutte posizionate in luoghi particolarmente affascinati della capitale britannica, e ogni anno le piste per il pattinaggio su ghiaccio, gli ice skate rinks  aumentano, a conferma di una tradizione molto sentita dai londinesi. Infilarsi i pattini per una serata volteggiante pare essere apprezzato da persone di ogni età. Gli schettinatori, abbandonata quindi la logica del pub dopo il lavoro, alla birra serale preferiscono un più sano divertimento? Certo è che gli sponsor che contribuiscono alle spese per le piste sono spesso produttori di alcolici che recuperano ad ogni stagione porzioni di area pattinabile, spingendo sempre più oltre i loro banconi da bar. L’incauto avventore, rapito dalle offerte di buona birra gelata dopo tante derapate, si ricorderà di avere i pattini ai piedi e di non essere solidamente ancorato al mobilio di un vecchio pub? C’è da augurarselo. L’ice skate rink sotto le torri di Canary Wharf è particolarmente suggestivo, capace di trascinare nello spirito natalizio anche i più seriosi banchieri del centro della finanza britannica. http://www.skatecanarywharf.com