Il potere delle fiction nel marketing turistico

Montalbano docet. A parte insegnare come sgominare con intelligenza e coraggio ( e fascino indiscusso) bande di criminali che infestano l’Italia del Sud, istruisce su come sia determinante lo strumento cinematografico nel marketing turistico. Frotte di turisti britannici ( ma probabilmente da tutto il mondo, io confermo almeno da Londra), puntano alla Sicilia non tanto per pupi e cattedrali normanne, o vestigia  della Magna Grecia, quanto piuttosto all’affannosa ricerca di Marinella e del commissariato di Vigata. Introvabili in quanto nomi di fantasia, ma luoghi che esistono davvero. Cannoli, arancini e piatti di mare dalle fantasiose denominazioni simil-siciliane fanno ora bella mostra nei menù della capitale britannica. E chi va a dire a questi amanti del Made in Sicily che il siciliano di Montalbano è talvolta un INVENTO del suo autore Camilleri? Come avvilire questi simpatici estimatori delle glorie culinarie nazionali, visto che di glorie nazionali non è che abbondiamo ultimamente? Ci ho provato una volta, facendo notare che l’espressione sempre usata dagli inglesi per indicare la terrazza estiva di un ristorante, cioè ALFRESCO, ha un secondo significato non così augurabile nella lingua italiana. Ci son rimasti male. Comunque, il commissario Montalbano, con le sue colorite espressioni, e il fatto che nella rete principe britannica, la BBC, sia in lingua originale e con sottotitoli, ha indotto molti a studiare l’italiano, gettando i più nello sconforto per l’impossibilità di riconoscere una sola parola, a parte il CIAO.  Che il cinema funzioni come marketing turistico è una lezione appresa, ma forse con minore successo, dalle amministrazioni di Roma, Parigi e Barcellona quando pare abbiano chiesto a Woody Allen di sceneggiare le sue trame intellettual-romantiche nei contesti cittadini. In principio fu comunque “Vacanze romane”,  diretto nel 1953 da William Wyler ed interpretato da Audrey Hepburn e Gregory Peck. Scagli la prima pietra la donna che non ha mai sognato un giro in vespa nella capitale, tra Castel Sant’Angelo, la Fontana di Trevi, Piazza di Spagna, Trinità dei Monti e il Colosseo, meglio se avvinghiata ad uno almeno un pochino somigliante a Mr. Peck. Anche Londra è set cinematografico, ovviamente, e se molte cercheranno di scorgere sopra il pub The Globe l’appartamento di Bridget Jones, meglio invece per tutti girare al largo dal The Portchester Hall, dove il Mr. Creosote consuma il suo pasto fatale, nel film dei Monty Python Il senso della vita.

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When The Tip Makes The Difference… In Social Class.

graziano dal barco (Vicenza, North East Italy) Around the 15th century, in the courts of Europe, the extension of the tip of the shoe pointed to the social class. There were royal edicts that regulated the length of the shoes, and if you dared to show a pair of footwear with measures not approved for your rank, you could incur a sanction. Graziano Dal Barco, a historical footwear maker of Arzignano, told us this. Thanks to the passion for custom-made shoes that pervaded his family and after having learned from his father the traditional techniques to produce them, Graziano has given vent to his interest in historical footwear and has created a specialized activity aimed at reproducing them with models ranging from those of the Roman times to those of the 18th century. Graziano spent his education studying from tanning techniques to footwear model building, but instead of following the path most taken for granted in the footwear industry or in tanning, he has complemented the work of his father, a historic shoemaker’s workshop in Arzignano, inventing a business of his own.  He does this thanks to a rigorous research in the costume history and evolution, an in-depth iconographic investigation and investing a lot of time and resources in travel and study, creating a network of contacts throughout Europe and giving life to an activity almost unique in its kind.
But who are the fans and customers of Graziano Dal Barco? For example, many lovers of historical re-enactments, but also some theatre and film production companies. His creations are faithful reproductions of what was in use in ancient times, witnessing an evolution that has not been forgotten.
Graziano’s story is also a reward to the tanning tradition of the Vicenza district that has allowed him to learn the techniques of leatherworking and has helped him to have a thorough knowledge of the cowhides and on how they are produced being thus able to judge their quality and their potential to create handmade products that are so special and unique.

http://www.marchettopellami.com/en/news-eng/when-the-tip-makes-the-difference-in-social-class/