Un requiem per le PR

La tecnologia ha ucciso le PR, o perlomeno le PR come le conoscevamo. Se con internet e l’evoluzione della tecnologia gli altri ruoli aziendali hanno mantenuto bene o male i loro approcci tradizionali, nel mondo delle relazioni pubbliche tutto è radicalmente cambiato. I bei vecchi tempi dei ragionati piani di comunicazione con chiara identificazione dei pubblici, di come raggiungerli dicendo cosa e con quali obiettivi ( facendola breve) tramontati a favore, o sfavore, di una convulsa attività di comunicazione che necessita di poca pianificazione ed estrema tempestività. Stabilire contenuti editoriali, ad esempio, per un sito internet aziendale in ottica SEO, quindi per fare in modo che l’azienda sia trovata facilmente in internet dagli utenti e potenziali clienti, ecco che diventa  paradossalmente un’àncora, rende pigri, fa aspettare la successiva fase, crogiolandosi nella propria diligenza senza che ciò equivalga ad alcuna efficacia. Del resto, come pianificare contenuti se l’unica cosa certa sono le date delle manifestazioni fieristiche? Tutti gli altri argomenti ecco che richiedono una quotidiana ricerca della news del momento, tempestività nel prendere posizione, nel formulare opinioni e nell’interagire con i pubblici che sono lì al momento presenti, dal vivo. Ad ogni comunicazione, in più lingue, deve essere sempre accompagnata una immagine, meglio ancora un video. Oggi si valuta il lavoro di comunicazione in relazione al “word of mouth” creato, cioè il passaparola e al numero di telefonate a seguito del lavoro di promozione dei brand sul web. Molto di questo si riflette piuttosto rapidamente sul fatturato. In definitiva quindi, ai PR oggi si richiede intanto di saper operare in almeno due o meglio tre lingue, per essere rapidi, di avere buone abilità nell’utilizzare molti software di comunicazione, i social assieme a programmi di grafica e di video. Sempre più importanti sono le immagini, sulle parole e l’interattività. Tanto che ci si può trovare anche a dover consigliare ad un serissimo board aziendale, un giochino interattivo online per comunicare un nuovo prodotto. Cose da ragazzini più che da PR. O forse no.

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I google you: crisis communication in the digital age

Asteroid!People tend to be much more frank on the web than they would be in person. They generally hold back from ranting or yelling when speaking face to face. When browsing the web, people suffer a demonic metamorphosis: rants and offensive comments seem easy and possible. Companies, always prepared to face emergencies such as fire, power cuts, and other occasional crises, recklessly underestimate the destructive effect of negative reviews on the web and on social networks, a more immediate and likely occurrence.

Not controlling the web becomes an own goal for many brands which implode under the weight of negative criticism spread on the web.

The law struggles to keep pace with web regulation. Cancelling an entry on google is difficult and often longwinded. Meanwhile, what your customers, potential customers or business partners see on the web, is uncontrolled information that might damage your business enormously.

What does the CEO do in this case? Obviously furious, he or she hires a lawyer, who has his or her own tools, such as injunctions and the ability to settle a lawsuit and so on.

But, it takes a decade to get a result ( at least in Italy). In the end, it is not satisfactory to proceed in this way.

A crisis that is not handled properly and immediately, leads to company collapse, unemployed managers and lawyers on vacation with their yachts. Thus, prevention of a crisis is better. Moreover, the first thing most people do before shopping, is to check the web.

A crisis on the web should be managed with good PR practices, in a timely fashion and preferably before they occur. After, is always a bit too late.

But how do you handle it? Obviously it depends on the situation but generally with honesty and decisiveness, openly admitting to the problem. Visitors to the web, are likely to believe you and a crisis may become a great victory. If you decide not to speak and entrench yourself behind a “No Comment”, you lose the battle for your reputation.

At the end of the day only you can save your reputation in a difficult situation. Nobody will fight openly to support you, even if you have been working with an associate or in a venture satisfactorily for many years.

The solution is foresight, awareness, realism, good planning, lots and lots of testing and preparation. The worst can always happen, but at least you will be prepared.

Reflect on the fact that the web crisis is global and it is fruitless to think it is limited to one country. Along with incredible market opportunities there are huge risks.

The proliferation of sites that judge the companies’ services, from travel, to transportation, to every kind of product, delivers justice to the many unreliable services, but can also be used for specious argument. Build yourself a good reputation on the web and offer a counterpoint to avoid being at the mercy of the “enemy.”

La gentilezza dimenticata

In Inghilterra, un paese dove anche i double decker, i caratteristici bus londinesi a due piani, si scusano per non essere in servizio con la scritta “Sorry, not in service”, si intuisce una differenza sostanziale nella comunicazione verso i clienti, rispetto all’Italia, e penso di poter estendere il ragionamento anche ai paesi mediterranei in generale.  Essere “polite”, quindi educati e gentili, è una caratteristiche dell’invidiabile aplomb inglese che dalla comunicazione interpersonale, si trasferisce anche nella comunicazione aziendale. Hanno senza dubbio capito quella lezione fondamentale che se anche si assolda Armando Testa per la pubblicità o una multinazionale delle relazioni pubbliche per curare la propria reputazione, ciò che davvero conta nel rendere simpatica o meno una azienda, è di fatto la persona che ci riceve o che ci risponde al telefono. Quindi, soldi buttati quelli in comunicazione, se poi il front desk è fatto da cafoni. Un esempio, parliamo di compagnie aeree. Ieri volavo con British Airways, la compagnia di bandiera britannica: staff di volo al solito gentile e disponibile, professionalità. Grande sangue freddo nella giovanissima hostess alle prese con una signora italiana, la quale pur perfettamente in grado di capire l’inglese, all’offerta di riporre il cappotto nello spazio riservato in business class perché non si sgualcisse, aggredisce la povera assistente di volo a male parole come se le avesse proposto di riporlo a bagno nell’olio del vano motore. Solo un lieve rossore della hostess ( anche mio, per il fatto di condividere la stessa nazionalità della signora), gentilezza e servizio ineccepibili, garantiti anche dopo l’episodio. Stoica hostess!  Qualche giorno fa, volo Alitalia da Verona per Roma: a parte il costo della tratta che con la medesima spesa, da Londra ci vai tre volte a Roma, l’imbarco all’alba delle 6.45, di solito particolarmente silenzioso, è funestato da un vociare di personale di terra che stava mettendo alla berlina un signore straniero che trasportava n.3 borse (nemmeno grandi), invece delle due regolamentari per il bagaglio a mano. Ok, vero, le borse devono essere due, ma un po’ di comprensione e un po’ di maniera. E’ sempre un cliente, che paga e sceglie Alitalia, la quale, senza clienti, potrebbe magari non continuare ad esistere ( anche se in questo specifico caso, pare non sia così). E’ anche straniero, può essere che non capisca l’italiano, e non è che se ad uno straniero si parla con un tono di voce più alto, allora magicamente capisce. Magari è la lingua…no? Non l’udito. Altro esempio: l’estate scorsa, il personale dell’aeroporto impedisce ad una signora inglese l’imbarco perché aveva avuto un malore, dal quale peraltro si era subito ripresa. Faceva molto caldo. Alla  signora viene chiesto di procurarsi un certificato medico per consentirle di volare. Come, dove, quando? Il tutto perfettamente spiegato da personale medico, peccato però, in italiano ( non vi era a disposizione un interprete.. e vai come al solito con i toni di voce più alti…no, non funziona lo stesso). Solo il buon cuore di una addetta alle pulizie (perché ovvio il dramma si è svolto alla vista di tutti) e che ha spiegato in inglese cosa avrebbe dovuto fare la sventurata per avere il certificato medico, ha impedito che a questa venisse un secondo malore, stavolta fatale. Quindi, un consiglio per Alitalia, belli gli ultimi spot televisivi, uno dei quali assicura che scegliendo Alitalia scegliamo anche i migliori equipaggi del cielo. Può essere, ma quelli di terra sono perlomeno discutibili. E un consiglio a tutti coloro che vivono di servizi: ricordatevi che senza i clienti, che certo magari a volte sono poco informati, impacciati, o anche deliberatamente antipatici, un lavoro mica l’avreste.  La gentilezza dimenticata

In realtà accompagnavo un’amica..

fame..quando qualcuno mi ha notata. Sì sì, quante volte i VIP del grande schermo non ammettono di aver fatto una dura gavetta per emergere ma raccontano dell’incredibile fortunato destino che li ha fatti trovare nel momento giusto al posto giusto. Se voi non credete granché in un destino tanto benigno, ma il mondo del cinema è la vostra passione, bene, provate con le scuole per diventare attori, duri esercizi di sopravvivenza, perseveranza, impegno dove certo, la fortuna aiuta. Secondo il sito actinglondon.co.uk, le 5 best drama school  di Londra sarebbero queste: la Guildhall School of Music & Drama, che ha visto tra i suoi allievi niente di meno che Joseph Fiennes, Daniel Craig e Orlando Bloom, poi la RADA, Royal Academy of Dramatic Art,  la LAMDA, London Academy of Music and Dramatic Arts, la CSSD Central School of Speech and Drama,  includendone una dal sapore molto italiano, ma solo nel nome, la Italia Conti Academy of Theatre Arts. Good luck.

Bellezze naturali al London Zoo

Category One - Perfect Moment  Junior Highly Commended  SUNBATHING HERON by Emma Collins (c) ZSL

Category One – Perfect Moment  Junior Highly Commended  SUNBATHING HERON by Emma Collins (c) ZSL

Molti i motivi per una visita al London Zoo di Regent’s Park, non ultimo la possibilità di ammirare le  splendide immagini del concorso fotografico ZSL Animal Photography Prize 2013 che celebrano la vita animale, le diverse creature e i loro habitat. La Zoological Society of London, promotrice del concorso, ha stabilito delle categorie di partecipazione: una dedicata ad uccelli e api, un’altra alle immagini più strane e incredibili, o al momento perfetto. Ad hoc per gli animali più enormi e i più microscopici la categoria dove contano le dimensioni. Dedicate alla vita acquatica e alle specie in via d’estinzione due ulteriori sezioni. Gatti e cagnolini abbondano nella sezione solo online “Catch me if you can” dove foto realizzate con smartphone e telefonini celebrano gli amici a quattro zampe immortalati nelle pose che tanto ci stupiscono e che amiamo. Al concorso partecipano persone di tutte le età, sia professionisti che semplici amatori, e il costo di 5 sterline permette l’accesso a chiunque sia conquistato dalla vita animale e dalla fotografia. www.zsl.org

La vita è breve ma l’amore dura per sempre

dating onlineSempre più persone si affidano ai siti internet per trovare l’anima gemella. Pur non essendo questa una particolarità solo di Londra, qui però i siti censiti sono quasi 1500! Ognuno adatto a trovare ( dicasi, rimorchiare) specifiche categorie di anime gemelle, per etero e gay, per cristiani ed ebrei, per chi cerca un partner che ama il giardinaggio, oppure l’arte, che adora i cani, che vive in campagna e praticamente ogni altro genere di interesse. I siti sono spesso reclamizzati nella metropolitana della capitale britannica, evidentemente perché, pigiati nelle ore di punta, oltre a qualche attacco di claustrofobia o nausea da ressa, i pensieri spaziano verso ambiti più maliziosi. Del resto, in una città dove tutti vanno di corsa e scansarli non è sempre facile ( ricordatevi di lasciare la parte sinistra delle scale mobili agli inevitabili runner da metropolitana, i famigerati centometristi da ufficio), pare che anche il tempo per la vita sociale debba essere sincronizzato, ottimizzato, gestito in maniera professionale. Quindi perché perdere tempo in incontri dettati dal caso o dalla fortuna? Affidandosi a siti quali www.eharmony.co.uk e www.parship.co.uk per esempio, potete assicurarvi un abbinamento professionale e certamente, almeno sulla carta, giusto per voi. Qualora vi sentiate parte della categoria degli impegnati socialmente e sensibili ai temi ambientali c’è www.greensingles.com. Se invece siete tra i premurosi che si disperano per il miglior amico ancora single, voilà www.mysinglefirend.com. Se siete un genitore  ma la vostra vita non vuole essere solo e sempre figli, ecco www.datingforparents.com. Mentre Jdate.com è rigorosamente riservato a chi è di religione ebraica, per i cristiani c’è www.christianconnection.co.uk che dal 2000 è la più grande community di appuntamenti per questi credenti. Ma poi ci sono anche quelli specifici per over 40 o over 50 www.sagaconnections.co.uk.  Il difficile sarà ad un certo punto ricordare di lasciare una chance al ragazzo carino che vi sorride con insistenza, anche se non avete il suo curriculum di interessi, il suo palmares da tennista o non conoscete il nome del suo cane.

 

Vernice fresca a Shoreditch

Incappare per caso in un’opera del misterioso Banksy o di Space Invader, di Sticky o Shepard Fairey, è certamente emozionante. Ma se invece volete conoscere la street art di Shoreditch in modo rigoroso, vari tour a piedi, come ad esempio “The graffiti tour of London”, vi consentiranno di seguire le tracce degli  artisti che hanno trasformato le strade di Londra in manifesti politici. E che le hanno anche abbellite. Non è detto che proprio durante il vostro tour non incappiate in un’opera nuova nuova, ancora fresca di vernice. I più avidi cerchino di astenersi dal tentare di asportarla ( tanto non si riesce, se non abbattendo un intero muro) perché sì, molte opere di urban art raggiungono quotazioni decisamente ragguardevoli. 

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